
Il TAN basso è l’esca della banca, ma il TAEG è dove si nasconde il costo reale del tuo finanziamento.
- Le banche gonfiano il costo totale con spese di istruttoria, perizie e soprattutto polizze assicurative vendute a prezzi maggiorati.
- Confrontare solo il valore finale del TAEG è un errore: il vero potere sta nel saperlo “sezionare” per trovare e negoziare ogni singola voce di costo.
Raccomandazione: Non accettare passivamente il primo preventivo. Usa questa guida per mettere in discussione ogni costo accessorio e pretendere la massima trasparenza prima di firmare.
La sensazione è quella di aver trovato l’affare del secolo: un mutuo o un prestito con un Tasso Annuo Nominale (TAN) incredibilmente basso. Il sogno di una nuova casa o di un progetto importante sembra finalmente a portata di mano, con una rata mensile che appare sostenibile. Tutti, dall’amico esperto al consulente, ripetono lo stesso mantra: “Guarda il TAEG, l’Indicatore Sintetico di Costo, è quello che conta davvero perché include tutte le spese”. E così, ci si sente rassicurati, convinti di aver fatto una scelta informata basandosi su un indicatore “tutto compreso”.
Ma se questa fosse solo una mezza verità? Se il TAEG, anziché essere un faro di trasparenza, fosse in realtà un campo di battaglia dove le banche sfruttano un’asimmetria informativa a loro vantaggio? Il problema non è confrontare i TAEG, ma credere che siano tutti uguali. La trappola non è nel TAN, che è solo l’esca, ma nel modo in cui il TAEG viene costruito. Contiene costi che spesso non vengono spiegati, spese che possono essere negoziate e componenti, come le polizze assicurative, che nascondono margini di profitto esorbitanti per l’istituto di credito.
Questo articolo non si limiterà a spiegarti la differenza tra TAN e TAEG. Ti fornirà le armi per agire da consumatore consapevole e smettere di subire le condizioni imposte. Imparerai a sezionare il TAEG, a riconoscere le trappole contrattuali più comuni e a negoziare da una posizione di forza, trasformando un semplice numero in un’opportunità di risparmio concreto. Perché il finanziamento più conveniente non è quello con il TAEG più basso, ma quello di cui comprendi e controlli ogni singola voce di costo.
Per guidarti in questo percorso di consapevolezza finanziaria, abbiamo strutturato l’articolo in modo da affrontare ogni aspetto cruciale. Esamineremo in dettaglio quali costi si celano dietro l’apparenza, come le polizze assicurative possano diventare un onere imprevisto e come tu stesso possa verificare i calcoli della banca.
Sommario: La guida completa per decifrare il vero costo del tuo finanziamento
- Quali costi occulti sono inclusi nel TAEG che il TAN nasconde deliberatamente?
- Come la polizza incendio e scoppio fa lievitare il TAEG del tuo mutuo senza che te ne accorga
- Come calcolare da solo il TAEG per verificare se la banca ti sta dicendo la verità?
- Come abbassare il TAEG trattando sullo spread e sulle spese incasso rata?
- Quando il TAEG supera la soglia di usura rendendo il contratto di prestito illegale?
- Perché 1.000 € di spese istruttoria pesano sul TAEG molto più di uno spread leggermente più alto?
- Quanto incide la polizza CPI sulla rata mensile se viene finanziata insieme al mutuo?
- Come fare la surroga del mutuo per passare dal variabile al fisso e risparmiare 200 € al mese?
Quali costi occulti sono inclusi nel TAEG che il TAN nasconde deliberatamente?
Il Tasso Annuo Nominale (TAN) è il biglietto da visita del finanziamento: il tasso di interesse “puro” applicato al capitale che la banca ti presta. È il numero che vedi scintillare nelle pubblicità, ma è un’immagine incompleta e fuorviante. Il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG), invece, è la cruda realtà: il costo totale del credito, espresso in percentuale annua, che include quasi tutte le spese obbligatorie per ottenerlo. La differenza tra i due non è un dettaglio tecnico, ma il terreno dove si annidano i costi che la banca preferirebbe non notassi. In Italia, la differenza tra TAN e TAEG può variare tra 0,5% e 1,5% a seconda delle spese accessorie, un divario che può tradursi in migliaia di euro sul lungo periodo.
Ma quali sono questi costi occulti? I principali colpevoli che gonfiano il TAEG rispetto al TAN sono:
- Spese di istruttoria della pratica: È il costo che la banca addebita per valutare la tua richiesta. Può essere una cifra fissa (da 300 a oltre 1.000 euro) o una percentuale sull’importo del mutuo. È uno dei costi più negoziabili.
- Spese di perizia: Per un mutuo immobiliare, un tecnico di fiducia della banca deve valutare l’immobile. Questo costo, solitamente tra i 200 e i 400 euro, viene addebitato a te.
- Costi di incasso rata: Una piccola spesa mensile (da 1 a 4 euro) per la gestione di ogni pagamento. Sembra irrisoria, ma su un mutuo di 30 anni può accumularsi in una cifra significativa.
- Polizze assicurative obbligatorie: La polizza Incendio e Scoppio per i mutui è la più comune, ma spesso le banche “suggeriscono” con insistenza anche polizze facoltative come la Credit Protection Insurance (CPI). Questi costi sono tra i più insidiosi, come vedremo.
Per analizzare questi costi, l’alleato fondamentale è il documento PIES (Prospetto Informativo Europeo Standardizzato) per i mutui, o il SECCI per i prestiti al consumo, che la banca è obbligata a fornire. Questo prospetto elenca analiticamente tutte le voci di costo. Ignorarlo significa firmare un assegno in bianco.

Come puoi vedere nell’analisi dei documenti finanziari, ogni riga e ogni clausola possono nascondere un costo. È fondamentale non limitarsi a guardare il numero finale del TAEG, ma esaminare con occhio critico ogni singola componente per capire dove la banca sta applicando i margini maggiori e dove, di conseguenza, si trovano le migliori opportunità di negoziazione.
Come la polizza incendio e scoppio fa lievitare il TAEG del tuo mutuo senza che te ne accorga
Tra tutti i costi accessori che gravano sul TAEG, la polizza assicurativa Incendio e Scoppio merita un capitolo a parte. È l’unica assicurazione legalmente obbligatoria per ottenere un mutuo in Italia, ma è anche uno degli strumenti preferiti dalle banche per aumentare i loro profitti a tue spese. La legge, infatti, stabilisce l’obbligo di sottoscriverla, ma non ti obbliga a farlo con la banca che eroga il mutuo. Qui si nasconde la trappola: la maggior parte dei consumatori, per comodità o per una velata pressione del consulente, accetta la polizza proposta dall’istituto di credito, senza sapere di poterla acquistare sul mercato libero a condizioni molto più vantaggiose.
La polizza della banca è quasi sempre una polizza “collettiva” a premio unico anticipato: l’intero costo dell’assicurazione per tutta la durata del mutuo viene sommato al capitale finanziato. Questo significa che non solo paghi un premio più alto, ma paghi anche gli interessi su quel premio per 20 o 30 anni. Il risultato è un impatto devastante sul TAEG e sul montante totale da restituire. Stipulare la stessa polizza con una compagnia assicurativa esterna, pagando un premio annuale, può portare a risparmi enormi, che in alcuni casi arrivano fino al 70% rispetto all’offerta bancaria.
La differenza di costo tra una polizza bancaria e una stipulata autonomamente è lampante, come dimostra un’analisi comparativa dei costi medi sul mercato italiano.
| Aspetto | Polizza Banca | Polizza Esterna |
|---|---|---|
| Costo annuale medio | €300-500 | €100-200 |
| Trasferibilità in caso di surroga | Difficile | Facile |
| Personalizzazione coperture | Standard | Flessibile |
| Impatto sul TAEG | +0,2-0,4% | +0,05-0,1% |
Come evidenziato da una recente analisi comparativa del settore, scegliere una polizza esterna non solo riduce drasticamente l’impatto sul TAEG, ma offre anche maggiore flessibilità in caso di surroga del mutuo. La banca non può rifiutarsi di accettare una polizza esterna, a patto che questa rispetti i requisiti minimi di copertura richiesti. Esercitare questo diritto è una delle prime, fondamentali azioni per difendersi dai costi superflui e riprendere il controllo del proprio finanziamento.
Come calcolare da solo il TAEG per verificare se la banca ti sta dicendo la verità?
Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, specialmente quando si parla di contratti bancari. Sebbene la banca sia obbligata per legge a dichiarare il TAEG corretto nel documento PIES/SECCI, gli errori (o le “sviste”) possono accadere, soprattutto riguardo all’inclusione di tutte le spese accessorie. Verificare in autonomia il calcolo del TAEG è un’operazione da consumatore esperto, un vero e proprio stress test per la trasparenza della banca. Non è necessario essere un matematico finanziario, ma seguire un processo metodico.
Il calcolo esatto del TAEG si basa su una formula complessa (quella del Tasso Interno di Rendimento, o TIR), ma fortunatamente esistono numerosi calcolatori online affidabili che possono fare il lavoro pesante per te. Il tuo compito è quello di raccogliere i dati corretti da inserire. Ecco i passaggi fondamentali:
- Raccogli tutti i documenti: Prendi il PIES/SECCI, la bozza del contratto di mutuo e i preventivi di tutte le polizze assicurative collegate (obbligatorie e facoltative).
- Identifica le variabili principali: Annota l’importo esatto del capitale finanziato, la durata totale del rimborso in mesi e l’importo di ogni singola rata.
- Somma tutti i costi iniziali e periodici: Crea un elenco dettagliato di ogni costo che pagherai oltre alla quota capitale e interessi. Includi le spese di istruttoria, la perizia, i costi di incasso rata, le imposte sostitutive e, soprattutto, il costo di tutte le polizze assicurative che la banca ti ha venduto.
- Usa un calcolatore online: Inserisci questi dati in un tool per il calcolo del TAEG. Assicurati di usare un sito indipendente e affidabile.
- Confronta i risultati: Compara il TAEG calcolato da te con quello dichiarato dalla banca. Una minima discrepanza (nell’ordine dello 0,01%) è normale per via degli arrotondamenti. Ma se la differenza è superiore, c’è un problema.
Se scopri una discrepanza significativa, il primo passo è contestarla formalmente alla banca. Se l’istituto non risponde o nega l’evidenza, puoi rivolgerti all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF). È un organismo di risoluzione delle controversie alternativo alla giustizia ordinaria, più rapido ed economico. Presentare un ricorso costa solo 20 euro. Sebbene i tempi non siano immediati, è uno strumento di tutela potentissimo. Secondo i dati ufficiali, nel 2024 la durata media reale di un procedimento ABF è stata di 114 giorni, un tempo ragionevole per far valere i propri diritti.
Come abbassare il TAEG trattando sullo spread e sulle spese incasso rata?
Molti consumatori credono che le condizioni di un mutuo o di un prestito siano incise nella pietra, non negoziabili. Questa è una delle convinzioni più errate e costose. Il TAEG non è un prezzo fisso, ma il risultato di diverse componenti, alcune delle quali sono assolutamente trattabili. Imparare a negoziare significa trasformare l’asimmetria informativa a proprio vantaggio e abbattere il costo totale del finanziamento. Le due aree principali su cui concentrare i propri sforzi sono lo spread bancario e le spese accessorie.
Lo spread è il margine di guadagno puro della banca, la percentuale che aggiunge all’indice di riferimento (Euribor per il variabile, Eurirs per il fisso) per determinare il TAN. Anche una piccola riduzione dello spread, ad esempio di 0,10% o 0,20%, ha un impatto enorme sul totale degli interessi pagati in 30 anni. Le spese accessorie, come quelle di istruttoria o di incasso rata, sono ancora più facili da negoziare. Spesso le banche sono disposte a ridurle o azzerarle pur di non perdere un cliente, specialmente se questo si presenta preparato.

La chiave per una negoziazione efficace è la preparazione. Non si va in banca a “chiedere uno sconto”, ma a presentare dati oggettivi. Avere in mano i preventivi PIES di almeno due o tre banche concorrenti è l’arma più potente. Questo ti permette di confrontare non solo lo spread, ma anche tutte le spese accessorie, e di usare le offerte migliori come leva per ottenere condizioni più favorevoli. Ricorda: come cliente, specialmente se hai un buon profilo di rischio (reddito stabile, basso rapporto tra rata e reddito), sei tu la risorsa preziosa.
Il tuo piano d’azione per un audit del preventivo
- Punti di contatto: Elenca tutti i documenti (PIES, SECCI) e le clausole dove sono citati i costi per avere un quadro chiaro.
- Raccolta dati: Inventaria ogni singola voce di costo esistente (es: istruttoria 500€, perizia 300€, incasso rata 2€/mese) per non tralasciare nulla.
- Verifica di coerenza: Confronta i costi con la media di mercato e i preventivi di altre 2-3 banche per capire dove la tua offerta si posiziona.
- Analisi dell’impatto: Isola i costi una tantum (es. istruttoria) da quelli ricorrenti (es. polizze) per capire cosa pesa di più nel lungo periodo.
- Piano d’azione: Identifica le 2-3 voci di costo più gonfiate su cui negoziare per prime e prepara gli argomenti a tuo sostegno.
Quando il TAEG supera la soglia di usura rendendo il contratto di prestito illegale?
Esiste un limite legale al costo del denaro che una banca o una finanziaria può richiedere: la soglia di usura. Superare questa soglia non è solo una pratica commercialmente scorretta, ma un reato. Un contratto di finanziamento con un TAEG usurario è nullo e le conseguenze per l’intermediario sono pesantissime. Per il consumatore, questo rappresenta uno strumento di tutela estremo ma potentissimo. La legge stabilisce che se il tasso è usurario, non sono dovuti interessi. In pratica, il capitale va restituito, ma senza alcun costo aggiuntivo.
La soglia di usura viene fissata trimestralmente dalla Banca d’Italia per ogni tipo di operazione di finanziamento (mutui, prestiti personali, credito al consumo, etc.). Il calcolo è preciso: si prende il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) registrato nel trimestre precedente, lo si aumenta del 25% e si aggiungono altri 4 punti percentuali. La differenza tra TEGM e soglia non può comunque superare gli 8 punti percentuali. Per verificare se il tuo finanziamento è a rischio usura, devi confrontare il TAEG del tuo contratto con la soglia in vigore nel trimestre in cui lo hai stipulato.
Il punto cruciale, spesso oggetto di contenzioso, è cosa includere nel calcolo del TAEG ai fini dell’usura. La giurisprudenza è ormai consolidata: nel calcolo devono essere incluse tutte le spese e le commissioni collegate all’erogazione del credito, anche quelle per polizze assicurative facoltative se la loro sottoscrizione è stata di fatto imposta dalla banca come condizione per ottenere il finanziamento. Se, includendo tutti questi costi, il TAEG supera la soglia, il contratto è illegale. In questo caso, secondo la normativa italiana sull’usura, si applica un tasso sostitutivo pari a quello dei BOT, con un risparmio enorme per il cliente. Se hai questo sospetto, il primo passo è inviare un reclamo formale alla banca, per poi rivolgerti all’Arbitro Bancario Finanziario o avviare un’azione legale con il supporto di una perizia econometrica.
Perché 1.000 € di spese istruttoria pesano sul TAEG molto più di uno spread leggermente più alto?
Nell’analisi di un finanziamento, l’istinto porta a concentrarsi sullo spread, la componente variabile che influisce sulla rata mensile. Un errore comune è sottovalutare il peso dei costi fissi una tantum, come le spese di istruttoria. La loro incidenza sul TAEG è inversamente proporzionale alla durata e all’importo del finanziamento. In altre parole, su un mutuo a 30 anni da 200.000 euro, 1.000 euro di spese di istruttoria hanno un impatto relativamente modesto. Ma su un prestito personale di 10.000 euro da rimborsare in 5 anni, gli stessi 1.000 euro fanno schizzare il TAEG alle stelle.
Questo accade perché il TAEG “spalma” i costi fissi iniziali su tutta la durata del rimborso. Più breve è la durata, meno tempo ha il costo per “ammortizzarsi”, e quindi maggiore sarà il suo peso percentuale annuo. È un effetto matematico che le finanziarie conoscono bene, specialmente nei prestiti di piccolo importo. Spesso propongono un TAN molto competitivo per attirare il cliente, per poi recuperare ampiamente i margini con spese di istruttoria elevate. Il consumatore, focalizzato sul tasso, percepisce l’offerta come vantaggiosa, senza rendersi conto che il costo reale è nascosto altrove.
Studio di caso: l’impatto della durata sui costi fissi
Immaginiamo due scenari. Scenario A: un mutuo di 200.000€ a 30 anni con 1.000€ di spese di istruttoria. L’impatto di questa spesa sul TAEG sarà minimo, nell’ordine di pochi centesimi di punto percentuale. Scenario B: un prestito di 10.000€ a 3 anni con le stesse spese di 1.000€. In questo caso, il costo rappresenta il 10% del capitale finanziato e il suo impatto sul TAEG sarà di diversi punti percentuali, alterando completamente la percezione di convenienza dell’offerta. Questo dimostra come, soprattutto per finanziamenti brevi, sia più importante negoziare l’azzeramento dei costi fissi che ottenere uno sconto minimo sullo spread.
Con la riduzione dei tassi di interesse osservata negli ultimi anni, le banche hanno cercato di proteggere i loro margini proprio aumentando i costi accessori. Per questo, oggi più che mai, la valutazione del TAEG e l’analisi specifica dei costi fissi sono diventate cruciali anche nel confronto tra mutui a lungo termine. Un’offerta con un TAN leggermente più alto ma con spese di istruttoria azzerate può risultare molto più conveniente di una con un TAN stracciato e costi iniziali elevati.
Quanto incide la polizza CPI sulla rata mensile se viene finanziata insieme al mutuo?
Oltre alla polizza obbligatoria Incendio e Scoppio, le banche propongono con grande insistenza un altro prodotto assicurativo: la Credit Protection Insurance (CPI). Si tratta di una polizza facoltativa che copre il rimborso delle rate in caso di eventi imprevisti come la perdita del lavoro, un infortunio o una malattia. Sebbene possa sembrare una tutela rassicurante, la CPI venduta dalle banche è una delle trappole più costose in cui un consumatore possa cadere. Il suo impatto sul costo totale del mutuo e sulla rata mensile è spesso devastante, soprattutto quando il suo premio viene finanziato insieme al capitale.
Il meccanismo è lo stesso visto per le polizze Incendio e Scoppio: la banca calcola un premio unico per l’intera durata del mutuo, lo somma all’importo che stai chiedendo in prestito e ti fa pagare gli interessi su tutto. Una polizza CPI può costare diverse migliaia di euro. Finanziare, ad esempio, 5.000 euro di premio assicurativo su un mutuo a 30 anni significa che alla fine avrai pagato non solo i 5.000 euro, ma anche altrettanti (o più) in interessi. Questo fa lievitare il TAEG e, di conseguenza, la rata mensile, spesso senza che il cliente ne abbia la piena consapevolezza.
L’autorità di vigilanza sul settore assicurativo, l’IVASS, mette in guardia i consumatori su queste pratiche, sottolineando la natura spesso standardizzata e non personalizzata di tali prodotti. Come afferma l’IVASS nella sua guida ufficiale:
Le polizze collettive sono polizze ‘standard’ che potrebbero non corrispondere perfettamente ai tuoi bisogni, in particolare se sono polizze multirischi. […] Se i prodotti sono venduti a persone che all’epoca dell’adesione non erano assicurabili, l’assicuratore deve provvedere al rimborso.
– IVASS, Guida IVASS sulle polizze connesse a mutui e finanziamenti

Il consiglio è chiaro: se ritieni di aver bisogno di una copertura come la CPI, acquistala separatamente sul mercato libero. Potrai scegliere un prodotto su misura per le tue esigenze, con un premio annuale molto più basso e senza pagare interessi sul costo dell’assicurazione. Ricorda: nessuna banca può obbligarti a sottoscrivere una polizza facoltativa per concederti il mutuo. Imporla è una pratica commerciale scorretta da segnalare.
Da ricordare
- Il TAN è solo l’esca: il costo reale del finanziamento è nel TAEG, che include spese di istruttoria, perizia e incasso rata.
- Le polizze assicurative (Incendio/Scoppio e CPI) vendute dalla banca sono la principale fonte di costi occulti. Acquistale sempre sul mercato libero.
- Ogni componente del TAEG è negoziabile. Usa i preventivi di altre banche come leva per trattare su spread e spese fisse.
Come fare la surroga del mutuo per passare dal variabile al fisso e risparmiare 200 € al mese?
Se hai già sottoscritto un mutuo a condizioni che oggi ritieni svantaggiose, magari con un tasso variabile che sta salendo o con un TAEG gonfiato da costi eccessivi, non sei condannato a subirle per 30 anni. Esiste una via d’uscita potente, gratuita e garantita per legge: la surroga (o portabilità del mutuo). Introdotta dalla Legge Bersani nel 2007, la surroga ti permette di trasferire il tuo mutuo a costo zero presso un’altra banca che ti offre condizioni migliori, come un tasso più basso o il passaggio da variabile a fisso.
Il vantaggio principale della surroga è che tutte le spese sono a carico della nuova banca: i costi notarili, le spese di perizia e i costi di gestione della pratica. Per te, l’operazione è completamente gratuita. La tua vecchia banca non può opporsi né addebitarti penali per l’estinzione anticipata. È un’opportunità straordinaria per rinegoziare di fatto il tuo debito e ottimizzare la tua situazione finanziaria. In un contesto di tassi variabili in aumento, passare a un tasso fisso più conveniente può significare un risparmio notevole.
Secondo recenti rilevazioni di settore, con la surroga è possibile, ad esempio, passare da un tasso variabile del 3,8% a un tasso fisso del 2,75%, ottenendo un risparmio di oltre 200€ al mese su un mutuo di importo medio. Per effettuare una surroga perfetta, è fondamentale confrontare attentamente le offerte. Nella surroga, il TAN e il TAEG tendono a coincidere, poiché non ci sono spese accessorie. Il tuo unico obiettivo è trovare il TAN più basso, verificando che la nuova banca non imponga obblighi accessori non richiesti, come l’apertura di un conto corrente o la domiciliazione dello stipendio.
La procedura è semplice: una volta scelta la nuova banca e firmato il contratto, sarà lei a occuparsi di tutta la burocrazia, comunicando con il tuo vecchio istituto e gestendo il passaggio del notaio. Per te, è un’operazione a zero stress e massimo rendimento, la mossa finale del consumatore che ha imparato a non accontentarsi e a cercare attivamente le condizioni migliori che il mercato possa offrire.
Ora hai tutti gli strumenti per affrontare il mondo dei finanziamenti non più come un consumatore passivo, ma come un negoziatore informato. Non subire le condizioni della banca. Usa queste informazioni per analizzare il tuo preventivo o il tuo contratto attuale, metti in discussione ogni voce di costo e lotta per un finanziamento più giusto e trasparente. La tua consapevolezza è il tuo più grande potere.